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XXXI Congresso Nazionale della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa

Bologna, 9-11 ottobre 2014

Lettera del Presidente

Per la trentunesima volta dalla sua fondazione, la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (confidenzialmente nota come “SIIA”) si accinge a celebrare il proprio congresso nazionale che è testimonianza di continuità e tradizione ed al tempo stesso di una solidità di impegno comune che ha visto tutti i soci profondere nella Società stessa il proprio impegno per la crescita costante di una disciplina che affonda le sue radici nel substrato più profondo della Medicina intesa nel senso più ampio.

Poche sono le discipline che in ambito medico possono vantare un numero così elevato di possibili interazioni cliniche e soprattutto pochissime sono quelle che possono imporre la propria “personalità” anche in sovrapposizione o in parallelo con quadri patologici i più disparati e ciò rappresenta un elemento di forza della SIIA, la cui attività si è sempre distinta proprio per la natura multidisciplinare della sua presenza scientifica che ha rappresentato anche uno dei grandi elementi di ricchezza del congresso annuale.

Alla base della continuità societaria si colloca naturalmente la continuità degli individui che la compongono, a partire da chi, inseguendo una geniale intuizione scientifica, ha promosso una costante crescita di ricerca e sviluppo clinico fino a chi ha lavorato per predisporre e rafforzare una solida struttura organizzativa che oggi si può permettere di guardare con orgoglio e fiducia ad un futuro che si presenta più accidentato rispetto al passato, ma in linea con i tempi.

Proprio questa consapevolezza di vivere il futuro da protagonisti è quella che negli anni ha fatto ampliare progressivamente l’orizzonte clinico e di ricerca all’interno della Società, muovendo dagli interessi focalizzati prevalentemente sulla pressione arteriosa e le malattie cardiovascolari ad essa associate fino ad affrontare aspetti dell’ipertensione che coinvolgono numerosi ambiti della Medicina rispetto ai quali l’aumento dei valori pressori rappresenta un elemento di complessità spesso sconosciuto o largamente inesplorato. Tutto ciò ha costantemente trovato riscontro nella proposta culturale e nella dialettica vivace del congresso nazionale il quale si ripropone anche in questa 31a edizione, come un momento di contatto tra discipline diverse, ma accomunate da un interesse prevalente per l’ipertensione arteriosa. Questi ultimi anni, in particolare, hanno visto un notevole impegno della Società anche come soggetto coinvolto nella politica istituzionale, con una presenza non trascurabile in taluni organismi di gestione sanitaria e comunque mai rinunciataria rispetto a quel ruolo di proposizione di un rigoroso approccio al paziente iperteso come soggetto centrale di interesse al di là dei suoi valori di pressione arteriosa. Proprio questa riproposizione del paziente iperteso come elemento prioritario su cui concentrare le conoscenze via via disponibili, ha rappresentato uno degli orientamenti più perseguiti dalla politica societaria che si è concretizzata in una serie di documenti di grande rilevanza pratica il cui contenuto è stato più volte declinato sia nei lavori del congresso nazionale sia nella divulgazione attraverso i mezzi di comunicazione dei quali la Società si avvale e che rappresenteranno uno strumento indispensabile per raggiungere quella diffusione capillare del messaggio legato all’ipertensione arteriosa senza la quale le possibilità di progresso, soprattutto in ambito preventivo, si riducono in maniera considerevole.

Oggi, grazie a chi mi ha preceduto alla Presidenza, la Società ha un moderno assetto organizzativo ed una declinazione statutaria adeguata alla realtà nella quale si colloca. Esiste una mappa consultabile dei Centri dedicati all’ipertensione sul territorio nazionale ed un’organizzazione delle sezioni regionali che si muove in maniera sincrona a quella della Società nazionale. Tutto ciò rappresenta un patrimonio inestimabile per chiunque decida di fare leva su tale struttura organizzativa per promuovere l’uniformità del messaggio in merito alle corrette modalità di approccio al paziente iperteso in un’epoca nella quale la diffusione di informazioni scarsamente controllate e del tutto autoreferenziali ha creato molte insidie spesso impercettibili e mascherate da novità sensazionali.

In quest’ottica il processo di modernizzazione ha coinvolto anche la struttura del congresso e lo farà in misura maggiore negli anni a venire con l’avvento di un progressivo ricambio generazionale che deve caratterizzare tutte le società scientifiche che abbiano un reale interesse a proiettarsi nel futuro non solo attraverso il rinnovamento di una realtà anagrafica, ma anche mediante un processo di responsabilizzazione delle giovani generazioni che possono trovare proprio nel congresso nazionale gli spazi per esprimersi in termini di intuizione scientifica, rigore metodologico e creatività individuale e di gruppo.

Il tutto, naturalmente, senza perdere di vista la complessa realtà che stiamo vivendo sia dal punto di vista economico che politico-istituzionale con profondi (e talora imprevedibili) mutamenti della realtà clinica ed accademica, del mondo assistenziale e di quello industriale. Tali mutamenti si ripercuotono inevitabilmente anche sulla realtà di gestione di società scientifiche che, proprio in ragione del loro ruolo di tramite tra il mondo della ricerca e quello della clinica, debbono però continuare ad operare giornalmente scelte finalizzate a ottimizzare le risorse senza rinunciare alla qualità della propria presenza e del proprio messaggio soprattutto in ambito congressuale.

Proprio per questo motivo anche questo nostro 31° congresso sarà costruito cercando di rispettare tradizione e spinta innovativa, ricerca scientifica e applicazione clinica, didattica frontale e pratica interattiva, equilibrio e misura, rappresentatività territoriale ed eccellenza, budget e scienza, società e soci. In particolare nei lavori del congresso nazionale troveranno sede molti aspetti direttamente o indirettamente correlati al mondo dell’ipertensione arteriosa con la finalità di proseguire quel programma di sviluppo culturale promosso da tutti i Maestri che mi hanno preceduto e che io vorrei trasferire arricchito a chi mi seguirà. In particolare appaiono attività in special modo opportune:

1. Sviluppo della fase attuativa del progetto “Obiettivo 70%”, che permetta una validazione del modello intrapreso nel biennio precedente attraverso una stima del suo impatto sulla realtà di controllo pressorio nazionale.

2. Implementazione di corsi monotematici ad indirizzo clinico con ampliamento didattico progressivo dal congresso nazionale alle sedi regionali e coinvolgimento, di fatto, delle sezioni regionali a contribuire ad una sorta di “attività congressuale permanente” a collocazione territoriale.

3. Promozione e sostegno all’attività del Gruppo di Studio Giovani attraverso la conferma di uno spazio dedicato e la verifica diretta dell’attuazione dei programmi proposti in occasione del XXX congresso.

4. Ampliamento delle interazioni con altre società scientifiche non solo attraverso simposi congiunti in ambito congressuale, ma anche attraverso la promozione di corsi di formazione condivisi ed aperti a specialisti di diversa estrazione per allargare le conoscenze reciproche.

5. Conferma dell’apertura del congresso e di altre iniziative a figure professionali non mediche ma coinvolte nella gestione del paziente iperteso in maniera diretta ed indiretta con la finalità di incrementare la percezione del problema e ricevere un più ampio contributo alla sua soluzione.

6. Definizione e creazione di uno spazio dedicato ai risultati della ricerca di base spesso “stritolati e compressi” negli spazi interposti tra sessioni ad indirizzo clinico o relegati ad ambiti elitari anche in termini di partecipazione, magari aggiungendo una sessione di apertura e/o chiusura che ne delinei le possibili implicazioni in ambito clinico anche se future e futuribili. Ciò permetterebbe di comprendere che facendo collimare l’ottica interpretativa oltre la apparente speculazione propria della ricerca si può ritrovare la più rassicurante implicazione clinica.

7. Apertura di una finestra dedicata al mondo nutrizionale e nutraceutico come strategia per il controllo della pressione arteriosa e dei fattori di rischio correlati nella popolazione e/o come strategia integrativa all’approccio terapeutico tradizionale.

8. Consolidamento della partnership tra SIIA e soggetti privati coinvolti nel mondo farmaceutico ed elettromedicale che vogliano condividere progetti di ricerca ed educazionali di interesse bilaterale, i quali rappresentino il minimo comune denominatore di una collaborazione in cui possano coesistere attese analoghe e implicazioni pratiche divergenti.

Naturalmente un programma così ampio come quello che la SIIA può offrire e sostenere nel corso del suo congresso e della sua attività in senso più ampio, non può non avvalersi di una solida struttura di comunicazione che porti alla superficie dell’opinione pubblica, dei media e delle istituzioni quanto di positivo la Società stessa è stata in grado di proporre e costruire ed in quest’ottica l’attività dell’Ufficio Stampa rappresenterà uno strumento per contestualizzare la nostra presenza nella realtà clinica e sociale del nostro Paese.

Nel complesso quindi ciò che personalmente mi aspetto è che il XXXI Congresso Nazionale della SIIA, che dopo tanti anni cambia sede e si tiene a Bologna dove la Società è stata fondata, possa rappresentare l’ennesima testimonianza del fatto che, dopo oltre 30 anni, la vitalità scientifica e la forza di crescita della Società sono immutate come immutata è la capacità di accogliere chiunque voglia proporre innovazione o scambiare il proprio punto di vista in una logica di reciproco rispetto e di fattiva collaborazione.

Nel promuovere con orgoglio questa nostra 31a occasione di stare insieme, mi sento tuttavia assai rinfrancato nelle mie attese dal sapere di potere contare sul patrimonio più solido ed indissolubile e cioè quello della tradizione di una Società che si è sviluppata facendo della propria credibilità la sua migliore arma di promozione.

Vi aspetto tutti a Bologna.

Il Presidente

Claudio Borghi